Rocca di Subiaco
la Storia

La Rocca di Subiaco è prossima a vantare un millennio di età. Dalla sua posizione a strapiombo sull'abitato, ha visto scorrere dieci secoli di storia locale divenendo occasionalmente scenario degli eventi. La portata storica dei personaggi che ha ospitato non è tuttavia confinata a Subiaco e al suo territorio, ma abbraccia un significato ben più ampio, che merita di essere conosciuto.
le Origini
La fondazione della Rocca risale all'XI secolo, quando l'abate Giovanni V promosse l'edificazione di un complesso fortificato per assolvere funzioni prettamente militari legate al controllo del territorio. In origine la Rocca era formata da una triplice cinta muraria che comprendeva una torre, situata sul versante occidentale del promontorio, e una chiesa dedicata a San Tommaso, probabilmente eretta su un precedente luogo di culto.
Per circa quattro secoli, la Rocca sarà il simbolo del governo abbaziale sull'intero territorio.
la Commenda e i Borgia
Nel 1455 papa Callisto III Borgia istituisce la Commenda: il governo dell'Abbazia cede il passo a quello dei cardinali, nominati Abati commendatari. Il primo di essi, il cardinale spagnolo Juan de Torquemada, non risiederà alla Rocca, diversamente da quanto farà pochi anni dopo il suo conterraneo Rodrigo Borgia. Questi farà costruire il mastio, secondo nucleo architettonico della Rocca, e in più occasioni vi risiederà con la sua amante, Vannozza de' Cattanei. Proprio a Subiaco verranno così alla luce Cesare e Lucrezia Borgia, i figli più celebri del futuro papa Alessandro VI.
il dominato Colonna
Secondo alcune fonti, proprio nella Rocca di Subiaco venne siglata l'intesa tra Rodrigo Borgia e la potente famiglia Colonna. Certo è che nel 1492 il Cardinale Spagnolo cedette la Commenda di Subiaco ai Colonna in cambio del loro sostegno nel conclave che lo vedrà eletto al soglio di Pietro. I Colonna domineranno il feudo per oltre un secolo, promuovendo tra l'altro la decorazione dell'appartamento nobile cinquecentesco.
la Commenda Braschi
La nomina del cardinale Giovannangelo Braschi ad abate commendatario di Subiaco, avvenuta alla fine del XVIII secolo, coincide con l'ultimo grande ampliamento architettonico della Rocca. Il Cardinale, assurto al soglio pontificio col nome di Pio VI, si fece promotore di numerose opere per lo sviluppo di Subiaco. Tra questi interventi deve essere annoverata l'edificazione e la decorazione del corpo centrale della Rocca, che completa la trasformazione dell'intero edificio in palazzo di rappresentanza.
il tramonto della Commenda
Il penultimo commendatario, il cardinale Luigi dei Conti Macchi, commissionò lavori di restauro della Rocca negli anni a cavallo tra otto e novecento. I suoi interventi si incentrarono principalmente sulle sale al primo piano del nucleo Braschi e sulla cappella palatina, che nel 1899 venne completata e dedicata alla Madonna del Buon Consiglio.
L'istituzione della Commenda si concluse nel 1915, con la bolla Coenobium Sublacense emanata da papa Benedetto XV.
dal novecento ad oggi
Tornata tra i beni dell'Abbazia di Subiaco, nel corso del novecento la Rocca ha assolto funzioni diverse a seconda del periodo e del soggetto affidatario. Nel dopoguerra le sale hanno ospitato le scuole elementari, mentre nei decenni successivi si sono succeduti diversi istituti religiosi, tra cui si ricorda la Comunità di Nomadelfia. Negli anni '80 la Rocca è stata cornice di eventi, tra cui si ricordano diverse edizioni della Fiera dell'Artigianato organizzate dall'amministrazione comunale.
A partire dal 2011, con l'inaugurazione del MACS - Museo delle Attività Cartarie e della Stampa, la Rocca è aperta al pubblico con continuità.
Il 30 novembre 2022 l'Abbazia di Subiaco ha donato la struttura alla Città, avviando la Rocca verso un capitolo tutto nuovo della sua storia millenaria.







