Rocca di Subiaco
il Palazzo e l'Appartamento Braschi


Voluto alla fine del ‘700 da papa Pio VI, al secolo Giovannangelo Braschi, il nucleo centrale cambia definitivamente il senso architettonico e funzionale del complesso: la Rocca si trasforma in un palazzo di rappresentanza. Progettato da Pietro Camporese il Vecchio, l’edificio vanta uno splendido portale d’ingresso con doppia scalinata e accoglie, nell’appartamento sito al secondo piano, uno straordinario ciclo pittorico del pittore folignate Liborio Coccetti.

Sale della Commenda
Le prime tre sale decorate da Liborio Coccetti descrivono i paesi della Commenda come apparivano alla fine del XVIII secolo. Subiaco, Marano Equo, Agosta, Affile, Cerreto, Gerano, Jenne, Trevi nel Lazio, Cervara di Roma, Rocca Santo Stefano, Rocca Canterano, Rocca di Mezzo, Canterano e Bellegra si prestano come scenario per la rappresentazione di scene di vita ordinaria di oltre due secoli fa. Una quotidianità fatta di armenti, lavoro e viandanti ma anche di giochi popolari e dialoghi tra intellettuali.
Sala del Trono
Sotto un ardito trompe-l'œil che "sfonda" il soffitto e proietta lo sguardo del visitatore verso un cielo plumbeo, affollato di puttini e figure allegoriche, nei secoli passati era collocato il trono dell'abate commendatario. Oggi non questo emblema di potere non è più presente, ma restano ad osservarci le squisite figure dipinte da Liborio Coccetti e dalle maestranze che lo assistettero nella realizzazione di questa scenografica sala.

Alcova
In un appartamento così ricco non può mancare un ambiente pensato per ospitare il sonno di un nobile. L'alcova del cardinale sorprende con la sua originale scansione dello spazio, dal sapore teatrale e vivace. Lo stupore prosegue passando in rassegna la quantità e qualità dei dettagli decorativi e la densità di aneddoti celati dietro la loro silenziosa apparenza.



